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Lo svedese è la certezza, Pellegrini può tornare, Mandragora e Romero in bilico

Dalla corrispondente Fabiana Della Valle

26 marzo – 9:51 – Torino

La primavera di norma non è stagione di mercato, piuttosto di prove sul campo, appuntamenti cruciali e primi verdetti. Nell’anomalia che tutto il mondo sta vivendo, però, calcio compreso, la primavera è già un primo momento di bilanci e anche di programmazione. Così si guarda già al futuro, per arrivare preparati qualsiasi cosa succederà. Perciò la Juventus, che ha lavorato molto e bene sui giovani, pensa anche a quel tesoretto che ha sparpagliato per l’Italia, e comincia a fare i primi bilanci per capire chi potrà essere utile alla casa madre e chi no. Da Kulusevski a Pellegrini, da Mandragora a Romero, ecco quattro giocatori già testati in Serie A che possono diventare rinforzi per la Signora.

Certezza e opportunità

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Chi quasi sicuramente cambierà casacca è Dejan Kulusevski, 19 anni, il colpo bianconero di gennaio. Mancino che ama giocare a destra, nonostante la giovane età (26 presenze e 6 reti finora) ha già dimostrato di reggere l’impatto con il nostro campionato. Da Torino è passato quest’estate, ma senza lasciare traccia, Luca Pellegrini, 21 anni. Terzino sinistro talentuoso ma ancora incostante (19 gettoni stagionali in Sardegna), per la Juventus può diventare un’opportunità nel caso in cui partisse De Sciglio, utilizzato anche sulla corsia mancina: da quella parte la Juventus di ruolo ha solo Alex Sandro, costretto finora agli straordinari. Ronaldo Mandragora invece è all’Udinese dall’estate 2018, quando il club bianconero lo cedette per 20 milioni, con una clausola che prevede la facoltà di riacquisirlo investendo 28 milioni. Difficile che succeda. Infine la difesa: la Juventus l’estate scorsa ha acquistato da Genoa per 26 milioni Cristian Romero, 21 anni, centrale argentino, lasciato poi in prestito in Liguria per tutta la stagione. Il reparto però è ricco e ben assortito e al momento nuovi innesti non sono necessari. Potrebbe però tornare utile nel caso in cui Rugani dovesse partire.